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SCONTRO
(Pentalogia)

Scontro I (Io sono colui che…)

Sono la luce del sole, l’essenza del fuoco, la densità dell’aqcua
Sono il soffio dell’aria, l’assenza del vuoto, la capacità dell’uomo
Sono tutto e il suo contrario
Sono niente e il suo avversario
Sono quello che il tempo chiama scorrevole
Sono colui che il nulla chiama colpevole.



Scontro II (Mare ed Oceano)

Cerco di capirti
Ma nella tua immensità
Riesci a contraddirti
Un’immensità di dati e di strade e ragionamenti
Che occorre talvolta fare
Ma i tuoi molteplici cambiamenti
Sembrerebbero ingannare
Colui che i tuoi perdimenti ascolta
Che riesce a immaginare
Dentro di se una gran rivolta
Tra l’oceano e il mare
Dove esiste solo chi persiste a chi non resiste
In un dilemma tra loro interno
Perché di fatto uguali all’esterno
Siamo uguali per Dio?!
O siam diversi
Ma non so dirlo io
Dentro ai miei versi.



Scontro III (Furia)

E’ una furia il mio continuo pensare
E non potrebbe essere altrimenti
Visto il suo incessante martellare
Visti i suoi continui cambiamenti
E’ una ruota che non si può fermare
E’ come un vortice e gira perpetua
E’ come un constante saltellare
Di una piccola scheggia inconsueta
E’ la sua essenza che mi fa tremare
Così come oscillano questi versi
In cui mi continuo a domandare
Se siamo uguali oppure diversi.



Scontro IV (Tedio)

…tedio…
Dodici sono i privati
Che sono qui lontani
Volano sorretti
Solo da binari
…tedio…
M’incompresi completamente mio
Il saluto dell’alto essere assurdo
Com’ecco che arriva l’alba
Ed il tramonto è ormai affar mio
…tedio…
Nasce il tronco del mortale
Cresce ora sano e forte
Ma non è un essere immortale
La sua vita ispira morte
…tedio…
Sono caduto ora anch’io
Sono caduto dall’oblio
E ciò che attesta quanto dico
E’ il mio corpo sul lato antico
…tedio…
Insulti insulsi ormai son’aria
Come’l fuoco saliva l’aia
Brucia piano la candela
Posta infondo alla topaia
…tedio…
Fila lento fila piano
E’ il colore che ho in mano
Sono nato in un lontano
Luogo sacro ed invano
…tedio…



Scontro V (Pazzia)

E’ come se continuasse a friggere
In un turbine di scosse elettriche
Così difficili da sconfiggere
Da farmi cadere in forme eclettiche

Sento la testa pesar d’amianto
Qualcosa che costringe poi a piegarmi
Che fa accrescere la voglia di pianto
Che permette alle fiamme di bruciarmi

Rimango spesso seduto da solo
Ad interrogarmi della mia pazzia

Ma come posso non essere insano
Dentro questo mio piccolo fardello
Se non esiste al mondo alcuna mano
Capace di accarezzarmi il cervello.


-Ricky)>



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